Tecniche di inquadratura

Con l’avvento della digitale la conoscenza della tecnica fotografica è passata in secondo piano, si fa l’errore di vedere gli scatti come “usa e getta”, se ne possono fare moltissimi ( a seconda della risoluzione e della memoria) e quelli venuti male si cestinano subito e si riprende a scattare. Un’altro errore comune è quello di pensare che poi le foto si possono correggere al computer e si tengono molti scatti brutti (foto scure,ombre sui visi ecc….) ma poi con il PC non fanno “miracoli”….. Alla base ci deve essere una buona conoscenza dell’attrezzo che abbiamo in mano e anche una buona tecnica di scatto. Molto importante in fase di pre-scatto è l’inquadratura. L’inquadratura è il “filtro” che serve a decidere cosa deve esserci nella foto e cosa no. La nostra attenzione normalmente si focalizza quasi sempre al centro dell’inquadratura mettendo a fuoco il soggetto principale, ed è giusto, ma poi però si da poca importanza al resto sbagliando, perché anche lo sfondo fa parte della foto. Si deve fare attenzione, osservare tutto ciò che circonda il soggetto principale e se ci sono dei particolari superflui, dannosi per la foto, si devono eliminare spostandosi o cambiando inquadratura. Quello che vediamo nel nostro monitor LCD o nel mirino sarà la nostra foto se non ci convince bisogna spostarsi bisogna cambiare il punto di ripresa; proveremo ad alzarci (su appoggi nelle vicinanze), abbassarci, “giocare” con lo zoom fino ad ottenere l’angolo di inquadratura a noi più gradito. L’utilizzo del diaframma è un modo per baypassare lo sfondo, e spiacevoli “intrusi” nella foto infatti aprendolo si ottiene il soggetto nitido e ben a fuoco e il resto rimane sfocato e in secondo piano. Questo metodo viene utilizzato per  inquadrature con soggetti molto vicini come i primi piani, non è adatto per foto di panorami dove invece è consigliato chiuderlo un po’ per ottenere più profondità di campo. Realizzare una buona composizione fotografica, quindi una buona fotografia, non significa  necessariamente porre il soggetto principale al centro dell’inquadratura, decentrandolo si possono ottenere foto originali e dinamiche. Un’importante regola da sapere e da seguire (dove serve) è la REGOLA DEI TERZI. Immaginiamo di dividere la nostra inquadratura in un reticolo composto da nove rettangoli uguali tracciando due linee equidistanti dall’alto verso il basso e altre due da sinistra verso destra formando così 3 colonne verticali uguali ed altrettante in orizzontale. I quattro punti di incrocio delle linee vengono chiamati “PUNTI FORTE” ed evidenziano le zone dove l’occhio umano si sofferma in modo istintivo ed è qui che il fotografo deve collocare il soggetto principale della foto. Si può inoltre collocare altri particolari dell’inquadratura su altri punti, scelti sempre tra i punti di incrocio delle linee. Inquadratura - i punti

Questa regola è applicata anche a foto di paesaggi, se si vuole dare maggior risalto al cielo sarà opportuno far rientrare la linea dell’orizzonte nel terzo inferiore, invece se desideriamo far risaltare il terreno (mare, campi, prati….) posizioneremo la linea dell’orizzonte nel terzo superiore dando l’idea allo spettatore di maggior presenza sul posto.

Nella regola dei terzi si possono  inoltre vedere i punti forte  insieme, a due e due per esempio i primi due in verticale con gli ultimi 2 in orizzontale delineando così una composizione a L (anche in senso opposto gli ultimi due in verticale e gli ultimo due in orizzontale).La foto apparirà equilibrata proprio perché prende in considerazione i punti forte, creando nello stesso tempo un’area “negativa” molto utilizzata nel campo editoriale per l’inserimento di titoli o testi.

Leave a Reply